Domenica delle Palme

13/04/2025

I testi dei Vangeli sono costellati di preghiere.
Le più belle sono quelle che abbiamo ascoltato dalla stessa voce del Signore, quelle che Lui stesso ci ha insegnato, come il Padre nostro, ma anche quelle che hanno messo in luce ai discepoli l’intima relazione che unisce Lui, il Figlio prediletto, al Padre.
“Padre, io so che sempre mi ascolti”, dirà davanti al sepolcro di Lazzaro. La preghiera di Gesù diventa allora la mèta a cui tende la nostra preghiera, il traguardo a cui aspirano i nostri desideri più profondi.

Abbiamo una speranza invincibile, quella di vedere Dio faccia a faccia, così come Egli è. Durante la nostra vita terrena, però, il nostro cuore fa più fatica ad elevarsi al di sopra delle nostre passioni, delle nostre sofferenze e dei nostri peccati. Allora la nostra preghiera diventa più fragile, ma al contempo di una bellezza che fa sciogliere il cuore di Dio.
Pensiamo alla preghiera della siro-fenicia “anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli”; oppure alla preghiera del cieco di Gerico: “figlio di Davide Gesù, abbi pietà di me!”. E ancora alle parole accorate del centurione, “io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà salvo!”.

Fra tutte, una preghiera è forse tra le più belle: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!”. L’abbiamo sentita poco fa, sulle labbra di uno dei due malfattori posti sulla croce accanto a Gesù.
Egli sa di essere in quella condizione a causa delle sue scelte. Sa che il peccato conduce alla morte, se non a quella fisica, sicuramente a quella spirituale e morale. Ed invoca la cosa più semplice e bella: essere ricordato, essere portato nel cuore di Dio, non essere lasciato solo.
Facciamo nostra questa preghiera, cogliamone tutta la bellezza e prepariamoci così a superare la fatica del vivere.
Tanto è bella questa preghiera che anche Dante la fa sua nel quinto canto del Purgatorio: “Dè, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato dalla lunga via – dice Pia de’ Tolomei a Dante – ricordati di me, che son la Pia”.

Ricordati di me, ricordati di noi, Signore!
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Immagine: particolare di un’icona di Arianna Salustri – Chiesa del SS. Salvatore, Genzano di Roma

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