Storia

Benvenuti nella sezione dedicata alla storia della nostra chiesa, un luogo di fede, memoria e comunità, a partire dall’immagine sacra del Santissimo Salvatore. Si ringraziano Luca Fabri, per il meticoloso lavoro di ricerca cronologica, e don Claudio Vitelli, per aver fornito testimonianza e documentazione.

1575

È la data scritta (“a grandi cifre”, attesta il Previtali) nel retro del dipinto del SS. Salvatore a Genzano.  Si fa quindi risalire a tale data il ritrovamento della venerata immagine nella sacrestia del “Duomo Vecchio” (Santa Maria della Cima), dove si trovava in stato di abbandono. La data della composizione, evidentemente antecedente, resta ignota, così come l’autore. Riportiamo le caratteristiche dell’opera, come riassunte da don Claudio Vitelli nel suo opuscolo “Storia dell’immagine del SS. Salvatore di Genzano di Roma” del 5 giugno 1999.

  • L’immagine rappresenta il Salvatore Gesù con aspetto serio e sereno ad un tempo. Questo, unitamente alla croce raffigurata sul globo che Gesù tiene nella mano sinistra, indica che il Salvatore è rappresentato come il Risorto. La mano destra benedice con tre dita alzate, allusione alla SS. Trinità. (Si noti come questo modo di benedire era in uso, tra l’altro, presso i vescovi di Albano, fino a Mons. Macario.)
  • La veste di Gesù è in parte rossa – tradizionalmente segno della regalità divina – e in parte blu, segno della natura umana. Ci si aspetterebbe il rosso nella parte alta, data la superiorità del divino sull’umano, anziché il contrario come nel dipinto.
  • Lo sfondo è dorato, forse aggiunto in seguito.
  • L’opera è dipinta su legno, alta 1,31 metri, larga 53 centimetri, spessa 2,5 centimetri. Secondo quanto si tramanda, si trattava di uno sportello di finestra – uno di quei battenti interni di finestra, comunemente denominati “scuri”.

1742 – 1780

Risale a questo periodo (l’anno esatto è ignoto) lo Inventario dei beni stabili e mobili della Sacristia del Duomo Vecchio, compilato da don Giuseppe Galizia per ordine del Vicario Generale di Albano. L’autore menziona la immagine, che viene definita “prodigiosa”, e ne attesta la venerazione verso essa del popolo genzanese. Riferisce che la immagine “suole esporsi nelli primi vesperi di Maria SS. Assunta in cielo e portarsi in solenne processione” e che “suole tenersi esposta otto giorni ed esporsi nelle maggiori urgenze” della popolazione. Don Galizia aggiunge che ai suoi tempi si riteneva probabile che l’autore del quadro fosse della cerchia dei discepoli di Raffaello.

1775

È attestata l’usanza di portare in processione la “prodigiosa immagine”, al punto che in questo anno viene commissionata ed eseguita la “macchina”, cioè il baldacchino usato nelle processioni. La “macchina” viene eseguita a Roma “dall’intagliatore Giuseppe Crispi su disegno dell’architetto Camporese”. Il Previtali non specifica quale dei membri della illustre dinastia degli architetti Camporese si tratti in questo caso. Nel suo citato opuscolo, don Claudio Vitelli indica senz’altro come autore il capostipite, Pietro “il Vecchio” (morto nel 1781). Del resto, suo figlio maggiore, Giulio (nato nel 1754) era ancora troppo giovane, mentre il minore, Giuseppe, che pure è strettamente legato a Genzano in quanto principale artefice – in collaborazione con il fratello Giulio - della Collegiata della SS. Trinità, non aveva all’epoca che 14 anni. Prendiamo dal citato opuscolo di don Claudio Vitelli alcuni elementi che descrivono la macchina. Essa è di legno d’albuccio (sic – altro nome del faggio) argentato e dorato, alta 3,20 metri. Ai lati dell’immagine sono raffigurati i quattro evangelisti, in un ordine sorprendente. Partendo dall’alto a sinistra in senso orario, la sequenza è Matteo-Giovanni-Marco-Luca, che non corrisponde alla sequenza canonica. Secondo la interpretazione di don Claudio, l’autore intese porre in alto Matteo e Giovanni, a motivo della loro dignità di apostoli oltre che evangelisti.

1796

Dal carteggio del Comune risulta, per la prima volta, la menzione della spesa “di alcuni scudi nell’acquisto della cera per l’esposizione del SS. Salvatore nel principio del mese di maggio”, come riferisce il Previtali. Si noti tuttavia che a causa dei disordini politici del periodo, parte non trascurabile degli archivi è andata irrimediabilmente perduta; quindi, non possiamo escludere che contributi simili siano stati erogati anche in precedenza.

1797

Viene pubblicata a Roma la “Storia di Genzano con note e documenti” di Nicola Ratti, storico ed archeologo. L’opera è ancora oggi considerata una pietra miliare della storiografia genzanese. L’autore menziona solo di passaggio (nota 1 al cap. VI) la chiesa di Santa Maria della Cima, senza nominare affatto la “prodigiosa immagine”, evidentemente ritenuta dall’autore priva di rilevanza artistica.

1851 – 1867

La chiesa di Santa Maria della Cima viene modificata per dare maggior risalto alla immagine del SS. Salvatore. In particolare, su progetto dell’architetto Guglielmo Cipolla viene ingrandita la terza cappella a destra di chi entra, precedentemente dedicata al patrono di Genzano, San Tommaso da Villanova. I lavori, condotti dal genzanese Tommaso Venanzi, furono aperti il 1° marzo 1851 e conclusi il 20 ottobre 1867. Nello stesso periodo fu realizzato l’artistico cancello in ferro, ancora oggi presente, ad opera dei fratelli Mazzocchi, titolari di una armeria in Vaticano.

1868

In questa data la venerazione alla “Taumaturga effigie” (definizione del Previtali) assume connotati per così dire ufficiali, anche sulla scia di numerosi e sempre più frequenti prodigi, che la devozione popolare le attribuì in varie circostanze drammatiche per la cittadinanza. Questi prodigi sono riferiti dal Previtali nel suo “La miracolosa immagine del SS. Salvatore che si venera nella città di Genzano di Roma” edito a Roma nel 1900. Questi gli atti ufficiali dell’anno.

  • 11 febbraio – il Santo Padre Pio IX dichiara “Altare privilegiato perpetuo” l’altare della cappella del SS. Salvatore
  • 24 luglio – il Vescovo di Albano, Card. Camillo Di Pietro, erige canonicamente la Pia Unione del SS. Salvatore, allo scopo di accrescere il culto e la devozione verso la prodigiosa immagine.

1875

In occasione del terzo centenario del ritrovamento della venerata immagine, la Pia Unione organizza in Genzano una festa solenne. La festa ha un grande risalto, non solo in Genzano: ne parlerà anche l’Osservatore Romano (nel numero del 28 agosto 1875). La data del ritrovamento della immagine è stata fissata al 15 di agosto (ricordiamo che già nel secolo precedente la processione della “venerata immagine” avveniva in occasione della Assunzione). Questa data fu presa come data centrale dei festeggiamenti.

1885

Con decreto del 4 novembre, il Vescovo di Albano Card. Monaco La Valletta conferma la erezione canonica della Pia Unione del SS. Salvatore.

1900

In occasione del “venticinquesimo anniversario dalla celebrazione del centenario” (sic) don Angelo Previtali pubblica a Roma il suo libro “La miracolosa immagine del SS. Salvatore” già citato, e da cui abbiamo tratto la maggior parte delle nostre informazioni. Si narrano altri eventi prodigiosi, attribuiti dalla devozione popolare alla venerata immagine, ed avvenuti dal 1875 alla fine del secolo.

1938

Il dipinto viene restaurato da Giuseppe Grossi. Il restauratore ritenne di attribuire il dipinto alla scuola romana del sedicesimo secolo, suggerendo come possibili autori i fratelli Zuccari, che operavano nella Città Eterna nella seconda metà del Cinquecento.

Dal secondo dopoguerra agli anni ’80 del XX secolo

Non si ha notizia in questo periodo di manifestazioni pubbliche di devozione alla venerata immagine. Solo nel secondo dopoguerra si registra una forma privata di devozione, con le principali famiglie genzanesi che facevano richiesta al Rettore di Santa Maria della Cima, di custodire per un certo periodo la immagine nel proprio domicilio. Questa pratica, che tra le altre cose era nociva per la buona conservazione dell’opera, venne abbandonata, anche grazie all’interessamento del già citato sacerdote genzanese don Claudio Vitelli. Dalla seconda metà degli anni ’80 la storia della venerata immagine si intreccia con la terza parrocchia di Genzano, che viene intitolata al Santissimo Salvatore. Riportiamo le date principali, sia della erezione della parrocchia, che della ripresa delle manifestazioni pubbliche di devozione al Santissimo Salvatore.

1986

Il 29 novembre, con il riconoscimento civile, inizia l’iter della costituzione della nuova parrocchia.

1995

Con decreto del 21 settembre il vescovo Mons. Dante Bernini stabilisce la erezione canonica della parrocchia del SS. Salvatore.

1996

La neonata comunità parrocchiale si riunisce per celebrare la Eucaristia ospite di alcuni locali del costruttore Primo Rossi, in via Dottor Pellegrino (in prossimità dell’Hotel Primus). Le attività parrocchiali si terranno in questi locali fino al 2002 (?), quando si trasferiranno dei locali, in via di completamento, della nuova chiesa.

1997

Il parroco don Claudio Vitelli promuove la iniziativa di una processione per le strade cittadine ad onore del SS. Salvatore. La immagine non viene portata in processione: rimane custodita a Santa Maria della Cima, meta finale della processione stessa. Per quanto riguarda la data, viene scartata la ricorrenza storica di metà agosto, e si opta per il sabato precedente la domenica di Cristo Re, ossia in quell’anno il 22 novembre. La processione si svolge con una buona partecipazione di fedeli, ma sotto una pioggia torrenziale, di straordinaria intensità. Anche se il parroco amava far notare che nessuno dei fedeli si fosse ammalato nonostante le condizioni tanto avverse, ritenne più saggio far svolgere le edizioni seguenti nel primo sabato di giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

1998 (?)

Sotto il vescovo Mons. Dante Bernini si avvia la costruzione del nuovo complesso parrocchiale, su progetto dell’architetto Filippo Lambertucci eseguito dalla ditta Pieralisi di Aprilia.

2001

Domenica 3 giugno: posa della prima pietra della nuova chiesa. La teca con la prima pietra viene portata in processione. Il rito della posa della prima pietra è presieduto da Mons. Agostino Vallini, Vescovo di Albano.

2002

Il piano seminterrato della nuova parrocchia è terminato ed agibile. Le celebrazioni eucaristiche si svolgono nel salone seminterrato, ovvero, nei mesi estivi, nell’area esterna adiacente – dove adesso si trova il campo sportivo dell’oratorio.

2004

Sotto il vescovo Mons. Agostino Vallini i lavori strutturali del complesso parrocchiale vengono ultimati.

2005

Viene completata la realizzazione del piano superiore della nuova chiesa. Le celebrazioni eucaristiche si svolgono da quest’anno nella nuova sede. Nel mese di maggio di quest’anno viene avviata la tradizione di recitare il Rosario ogni sera al termine della Santa Messa, con una piccola processione fino alla statuetta della Madonna che si trova all’angolo inferiore del campo dell’oratorio.

2006 – 2015

La chiesa viene abbellita da pannelli con icone raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. Le 26 icone grandi (metri 2 x 2) sono opera dell’artista Raffaella Rovina; le 8 icone più piccole, così come le 6 vetrate artistiche, sono opera dell’artista Arianna Salustri. Nel 2009 viene realizzata la macchina moderna, ad opera di Domenico Paglia. La macchina racchiude una riproduzione a mosaico della venerata immagine, opera di una artista di Pavona.

2015

La mattina della prima domenica di giugno (7 giugno) si svolge l’ultima edizione della processione in onore del SS. Salvatore. A differenza delle edizioni precedenti, che si svolgevano in forma solenne il sabato pomeriggio con la presenza di fedeli vestiti sia con costumi tradizionali genzanesi, sia in veste di personaggi della Passione del Signore, l’ultima processione si svolge al mattino presto, senza particolari segni esteriori, e si conclude con la celebrazione della Santa Messa a Santa Maria della Cima.

2017

Il 21 gennaio il vescovo Mons. Marcello Semeraro presiede la cerimonia di dedicazione della chiesa del Santissimo Salvatore e di consacrazione dell’altare. Nel giugno dello stesso anno don Claudio Vitelli lascia la parrocchia. Il nuovo parroco è don Pino Continisio, parroco anche della SS. Trinità. Lo coadiuva don Valerio Messina.

2022

Nuovo parroco è don Pietro Massari, il quale conserva, così come il suo predecessore don Pino Continisio, la parrocchia della SS. Trinità.

2023

Il nuovo parroco, don Alessandro Saputo, è dedicato alla parrocchia del SS. Salvatore. La parrocchia della SS. Trinità rimane a don Pietro Massari. Coadiuva don Alessandro il viceparroco, don Agostino Farcas.

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