Festa Immacolata 2025

8/12/2025

Nel prepararci alle feste natalizie e per aiutarci a crescere, non solo nella nostra fede, ma anche nella comunione fraterna e nell’esercizio di solidarietà con il mondo, la Chiesa oggi ci fa gustare la festa dell’Immacolata Concezione. La festa, cioè, di colei che, in virtù della sua elezione e della sua vocazione, è stata preservata dal peccato originale e ha mostrato al mondo la possibilità per l’uomo e la donna, per ciascuno di noi, di vivere una vita all’altezza di quel disegno meraviglioso dipinto dall’amore di Dio fin dalla creazione del mondo.

Sappiamo, infatti, che il peccato ha innestato nella storia dell’umanità il male, l’odio, la sofferenza, l’egoismo, la malattia, insomma tutto ciò che genera il dolore e che è sintetizzato dalla morte. Lo abbiamo ascoltato nella prima lettura di questa festa.

Ma sappiamo anche che Dio non si è mai arreso al peccato, non ha mai abbandonato l’uomo al suo destino di dolore; anzi, con creatività ha inventato un modo straordinario per renderlo felice: ha annunciato che una donna avrebbe schiacciato la testa al serpente.

Ma questo progetto prevede che ci sia una collaborazione tra Dio e l’umanità, prevede che almeno una creatura sia disposta ad accettare di essere alleata di Dio e non in competizione con Lui, una creatura impastata di grazia e di umiltà: Maria. Il sì di Maria è però un sì che interroga ciascuno di noi. In un contesto complesso come quello in cui viveva la Madonna, in quell’epoca fatta di violenza, di indifferenza, di potere incondizionato, addirittura di vita e di morte sulle persone, in un tempo di femminilità mutilata, Maria non resta alla finestra a guardare che cosa succede. Non si chiude dentro un facile «ma io che posso fare?». Colpiscono le parole di Papa Leone di ieri all’Angelus: «Il corso della storia non è già scritto dai potenti di questo mondo.». Significa che c’è uno spazio per noi, uno spazio per il nostro sì. Ognuno di noi deve essere pronto a dirlo.

“Sì” è una parola piccola, ma contiene una forza enorme. La può pronunciare il bambino, l’adulto e l’anziano. E nessun sì vale meno degli altri. È un suono dolce, ma è più potente del suono delle armi.

Ripetiamo anche oggi noi il nostro sì a Dio. Facciamolo ogni giorno con coraggio. Accanto a quello di Maria, ne siamo certi, cambierà la storia del mondo.

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