Festa Santa Famiglia 2025

28/12/2025

Nel cuore di questo tempo di Natale, mentre gli occhi della fede sono ancora fermi nella contemplazione della grotta di Betlemme, la Chiesa ci invita ad immergerci per un attimo dentro l’intimità della Sacra Famiglia. Lo facciamo, come sempre bisogna fare quando si entra nel cuore di una famiglia, in punta di piedi, sapendo, inoltre, che stiamo entrando in un luogo, la Santa Famiglia, in cui il peccato non ha messo piede, un luogo che conserva la perfezione delle relazioni, relazioni che a noi possono sembrare incredibili, distanti, forse addirittura incomprensibili. La ricchezza di questo piccolo scorcio della vita familiare di Gesù, Maria e Giuseppe, che ci viene offerto dal Vangelo di Matteo, oggi ci dona una ricchezza di relazioni, una bellezza e un’emozione unici.

Ci accontenteremo, allora, di fermarci solo un attimo, non su tutto il quadro – sarebbe difficile, se non addirittura impossibile, – ma solo sulla figura di San Giuseppe, figura difficile da inquadrare per quella sua umanità umile e discreta, così lontana dal vissuto della maggior parte delle persone oggi. Giuseppe, l’uomo dei sogni, così lo potremmo definire, assomiglia tanto al suo predecessore, Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, così come anche lui, Giuseppe, aveva un Giacobbe per padre. Lui si muove sulla base della sua fede, perché è un uomo di fede.

Per capire Giuseppe, occorrerebbe rileggere e meditare a lungo il capitolo 11 della Lettera agli Ebrei, dove si mette in luce proprio la potenza che viene dalle scelte fatte per fede, a partire dalla fede del patriarca Abraham.

Ma cosa hanno di così potente, di così forte, le scelte che nascono dalla fede? Ne sottolineeremo tre aspetti, semplicemente come “antipasto” di qualcosa che è forse ancora più ricco.
1) Innanzitutto, la fede ci rende affidabili. Spesso l’uomo, noi, viviamo in contesti in cui le cose cambiano, anche molto velocemente, e questo cambiamento chiede a ciascuno di noi di organizzare la vita sempre in modo nuovo. È quello che dovrà fare Giuseppe, ogni volta dovrà mettersi dentro quella novità perenne che c’è nelle cose che gli accadono. Però questa instabilità è altamente nociva, perché rende tutto precario e insicuro, e l’insicurezza non ci aiuta a crescere sereni, a fare progetti, a mettere le basi per quello che è il nostro domani.
Allora occorre trovare qualcosa dentro l’insicurezza nella quale viviamo che sia solido. E questa cosa c’è. È la fede, che ha proprio questa caratteristica, è stabile. E chi agisce a partire dai valori e dai principi che sostengono la fede diventa a sua volta una persona affidabile.
Giuseppe è un uomo affidabile perché le sue scelte sono coerenti con la sua fede. Non dimentichiamolo mai: la fede ci viene donata e non la costruiamo noi, proprio perché è un deposito stabile, certo, sicuro, che può dare stabilità anche a noi.

2) Inoltre, l’uomo di fede tende a custodire ciò che gli viene affidato. Il giorno del nostro Battesimo ci viene donato quello che chiamiamo “il deposito della fede”. E noi siamo invitati, quel deposito, a custodirlo con attenzione perché non vada perduto: è un tesoro; e dentro questo tesoro non deve entrare nulla che possa sporcarlo o inquinarlo.
È la stessa cosa che dobbiamo fare quando ci viene donato l’amore. Nell’amicizia, nella relazione fraterna, ma soprattutto nella vita matrimoniale. Gli sposi diventano custodi l’uno dell’altro.
Ed è proprio dalla fede che noi impariamo alla virtù della custodia, del custodire le cose che ci sono affidate. Perché non sono nostre e noi siamo chiamati, di ciò che ci viene affidato, a renderne conto. È proprio in questo modo che Giuseppe custodisce Maria e Gesù, sapendo che le loro vite, come ogni vita, non ci appartengono e sono preziose.
Lo abbiamo ascoltato nella bellissima pagina della prima lettura.

3) Ma queste vite, ogni vita, è anche particolarmente fragile. Ed è proprio la consapevolezza della fragilità di ciò che siamo chiamati a custodire che mi invita a riflettere sul terzo e ultimo elemento, fondamentale nella vita di fede: la capacità di fortificare la nostra essenza interiore.
Gesù inviterà i suoi discepoli a mettersi a guardia della propria anima come farebbe un uomo forte e ben armato – lo dice in tutti i testi sinottici.
Siamo invitati allora da Giuseppe ad affrontare le prove della vita con la stessa fortezza e senza tentennamenti.
La fede ci invita ad essere coraggiosi e pronti ad ogni sfida, a tutte quelle sfide che inevitabilmente la vita ci metterà davanti.

Sono solo tre atteggiamenti, ai quali se ne potrebbero aggiungere molti altri. L’invito a ciascuno di noi è a fare questo esercizio di ricerca degli atteggiamenti di fede che possono aiutarci a crescere nella nostra vita spirituale e umana.
Perché? Perché Giuseppe è stato un uomo di fede, ma è stato tutto questo e molto altro ancora. Affidabilità, custodia e fortezza sono stili di vita che appartengono alla fede e che vanno coltivati giorno per giorno.

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