Il Buon Pastore

11/05/2025

Oggi i ragazzi che riceveranno la prima Comunione si sono preparati a vivere questo momento, e tutti abbiamo cercato di rendere questa giornata una giornata splendida.
Però può capitare nella nostra vita anche di dover vivere dei momenti di difficoltà. Abbiamo letto un passaggio del Vangelo di Giovanni, Capitolo 10. È un capitolo particolare perché il protagonista è il pastore. Ma Giovanni, l’autore del Vangelo, che è uno scrittore bravissimo, ci aiuta a capire i sentimenti, le emozioni. Ci mette dentro il testo anche dandoci delle descrizioni del tempo, delle feste. La festa ebraica nella quale è inserito il brano che abbiamo ascoltato oggi è l’Hanukkah, la festa della dedicazione del tempio. Gesù è nel Tempio di Gerusalemme, in un periodo particolare dell’anno: è dicembre, è inverno. A quel tempo l’inverno era un periodo molto difficile della vita delle persone, per il freddo e il buio
E quindi è proprio in quella situazione, mentre Gesù sta affrontando il suo popolo, i Giudei, che in più di un’occasione avevano provato a lapidarlo, che ci arrivano queste parole.
Nella nostra vita ci può capitare di dover affrontare situazioni difficili, e di non saper che fare. Oppure ci possono essere dei momenti di cambiamento. Momenti in cui occorre compiere scelte importanti.
In sintesi: 1. Quando dobbiamo prendere delle decisioni; 2. quando siamo ad una svolta; 3. e quando stiamo crescendo.
Proprio in questi momenti – ci dice Gesù – possiamo fare delle cose.
La prima cosa che ci dice il Vangelo di oggi è molto particolare: le pecore ascoltano la voce del pastore. Il testo non dice “le parole”, ma proprio “la voce” (in greco “phonè”: suono, rumore). Perché le pecore, come i bambini piccoli, non sanno riconoscere le parole, ma sanno riconoscere il suono, il timbro della voce.
Il bambino riconosce la voce. E soprattutto un bambino sa riconoscere il tono della voce. Abbiamo bisogno, proprio nei momenti particolarmente difficili della nostra vita, quando dobbiamo fare delle scelte, che ci sia una voce amica, cioè di qualcuno che prima ancora di darci delle spiegazioni, di dirci è giusto, è sbagliato, è buono, è cattivo… ci dica: stai tranquillo, ci sono io, ti voglio bene, non ti lascio solo. Sono queste emozioni, questi affetti importanti che ci aiutano quando dobbiamo fare delle scelte . E Gesù la prima cosa che fa, stando con noi, è rassicurarci con la sua voce.
Ricordiamo la storia della Maddalena, che abbiamo ascoltato a Pasqua: lei arriva al sepolcro, piange perché Gesù è morto, e a un certo punto sente una voce che la chiama per nome -“Maria” – e lei riconosce Gesù. Questo è quello che Gesù fa con noi.
La seconda cosa che dice il testo è: Le pecore mi seguono.
Ora, perché le pecore seguono il pastore? Vediamo. Perché è bello. Giovanni descrive il pastore in questo modo, dice che è “kalòs”, che significa “bello”, qualcosa che attira.

Noi la domenica veniamo in chiesa perché siamo attratti, perché c’è qualcosa di estremamente bello, che aiuta la nostra vita. Gesù non ci accompagna alla fede costringendoci ad essa o minacciandoci, ma presentandoci la bellezza della fede.
Questa è la differenza fondamentale tra chi è discepolo perché si mette a seguire Gesù e chi è invece costretto da un’esperienza religiosa che soffoca la propria libertà.
Le pecore seguono Gesù, seguono il pastore, un pastore che è “bello”… perché?
Perché è forte – “nessuno le strapperà dalla mia mano” -: nessuno ci potrà strappare da Gesù.
C’è un passaggio bellissimo nella lettera ai Romani di San Paolo in cui Paolo dice proprio così: “Niente potrà separarci mai dall’amore di Dio in Cristo Gesù”. Perché Gesù e il Padre sono una cosa sola, e il Padre è più forte di tutti.

Gesù è un combattente e non permetterà mai che nulla e nessuno possano farci del male. Questo ci rassicura quando viviamo dei momenti di difficoltà. Questo ci rassicura quando dobbiamo fare delle scelte nella nostra vita. Questo ci rassicura mentre noi cresciamo.
E allora ecco il Vangelo di questa domenica – la domenica del Buon Pastore, la domenica nella quale preghiamo per le vocazioni, in modo particolare per le vocazioni di speciale consacrazione – : è sapere con certezza che con la sua voce, con il suo amore, con la sua tenerezza e con la sua forza, combattendo contro i lupi e gli orsi di ogni giorno che ci vogliono far del male, Gesù sarà sempre con noi.

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