19/04/2026
La liturgia ci dona, al termine dell’ascolto della Parola, un tempo per provare a riflettere sul senso di quello che abbiamo ascoltato e di quello che stiamo vivendo e celebrando. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato oggi, soprattutto il Vangelo, ci aiuta proprio a capire che cos’è la Messa.
Quanti tipi di Messa ci sono? Due. Esistono due tipi di Messa. Il primo tipo di Messa è una Messa celebrata, quella che stiamo vivendo oggi. Ma c’è un altro tipo di Messa. Per chi sa un po’ di latino… come terminava la Messa in latino? con tre parole: “Ite, Missa est”. Oggi, diciamo: La Messa è finita. Andate in pace.
“Ite Missa est” possiamo tradurlo con: “Andate, è la Messa”: finisce la Messa celebrata, ma inizia un’altra Messa, quella vissuta. Il quotidiano celebrare ciò che abbiamo sperimentato nella celebrazione eucaristica. Questo significa che uscendo dalla Messa noi cominciamo a realizzare ciò che abbiamo vissuto nella celebrazione eucaristica. È un po’ come la scuola: la scuola non finisce, m a inizia proprio quando finisce. Perché quello che abbiamo imparato, poi dobbiamo realizzarlo nella nostra vita. Immaginiamo un ingegnere che non capisca niente di matematica: costruisce un ponte, e il ponte crolla. E allora un cristiano che non celebra la Messa, quando poi vive la vita, fa la fine di quel ponte.
E allora la prima cosa che impariamo dalla liturgia di oggi è che i discepoli di Emmaus, prima di celebrare la Messa con Gesù (perché lo spezzare il pane è la Santa Messa), si ritrovano a dover fare i conti con le loro domande, i loro quesiti. Provano a interpretare la storia. Di solito la storia è caratterizzata da due grandi movimenti: il movimento del bene e il movimento del male. E noi siamo soliti dire che bene e male, vita e morte, ogni giorno fanno un duello. Ma chi vince? I cristiani stanno sul carro del vincitore o del perdente, visto che Gesù è morto sulla croce? Stanno sul carro del vincitore, ma noi non ce ne rendiamo conto. Sta sul carro del vincitore chi fa una guerra o chi fa la pace? Sta sul carro del vincitore chi uccide o chi dà la vita? Sta sul carro del vincitore chi ama o chi odia?
Questa è la cosa che fatichiamo tutti a capire, perché siamo abituati alle marce imperiali di chi attraverso la guerra pensa di poter sottomettere gli altri e pensa di uscire vincitore. Ma questo produce soltanto disastro e morte. Se a scuola uno è brutto, antipatico, maleducato, ignorante, cafone… come si fa a farlo smettere? Certo non con la violenza: altrimenti, accumulerà rabbia, sentirà il bisogno di vendicarsi, si infilerà dentro una spirale che porterà soltanto al male. Ecco perché la forza delle armi, la forza della violenza, in realtà è debolezza, in realtà porta non sul carro del vincitore ma sul carro del perdente.
I discepoli non lo avevano capito. Pensavano che sulla croce Cristo fosse il perdente. Ma Gesù ti prende per mano e ti accompagna a capire che il modo di giudicare la storia e il mondo è diverso, ed è quello che ogni domenica noi cristiani viviamo nella Messa quando ascoltiamo la Parola e quando celebriamo l’Eucaristia.
Ecco perché sentiamo il bisogno, l’urgenza, la necessità di andare ogni domenica a Messa: perché abbiamo bisogno continuamente di capire il modo di giudicare la storia. Chi fa la Comunione, fa l’esperienza dei discepoli, che è l’esperienza di chi ha scoperto come si giudicano le cose. E poi fa altre due cose. La prima è quella di celebrare. Accanto alla Messa vissuta c’è la Messa celebrata, quello che facciamo noi oggi, ascoltando la Parola di Dio e mangiando il pane eucaristico. E poi fa una terza cosa: sta insieme a una comunità. Il testo dice che subito dopo aver riconosciuto Gesù e aver spezzato con lui il pane, tornano a Gerusalemme, dove era ovviamente la prima comunità cristiana. E lì a Gerusalemme fanno proprio questo: vivono in una famiglia.
La comunità cristiana ha un legame di sangue: è il sangue di Cristo che ci fa una sola cosa. Ecco perché sentiamo il bisogno ogni domenica di venire a celebrare l’Eucaristia. Non solo perché incontriamo il Signore Gesù nel pane e nel vino, ma perché incontriamo quei fratelli che sono per noi veri fratelli: non sono semplicemente quelli che vanno a Messa allo stesso nostro orario, ma sono i nostri fratelli di sangue.
Ai ragazzi che oggi fanno la Prima Comunione, allora, oggi noi come comunità cristiana non stiamo regalando soltanto una festa di Prima Comunione, ma una famiglia che pregherà per loro, che li accompagnerà e cercherà di essere testimone insieme con loro della Resurrezione di Gesù.