Nessuna linea di confine

19/07/2026

“Se solo fosse così semplice, se solo ci fossero da qualche parte uomini che commettono insidiosamente malvage azioni e bastasse separarli dal resto degli uomini e distruggerli! Ma la linea che separa il bene dal male attraversa il cuore di ognuno di noi. E chi è disposto a distruggere un pezzo del proprio cuore?”.

Questo frammento è tratto da un’opera imponente in tre volumi dello scrittore russo Aleksandr Solženicyn. E sintetizza bene l’esperienza che lo stesso autore ha vissuto nella sua patria, l’Unione Sovietica.

L’opera – Arcipelago Gulag – racconta e riflette sulla storia di Aleksandr e di altri 227 sopravvissuti ai campi di concentramento aperti in Unione Sovietica tra il 1918 e il 1956. L’autore riesce a descrivere in modo perfetto quello che la sua pelle ha sperimentato e che i servi del padrone della parabola non hanno compreso: non possiamo dividere il mondo, la storia, gli eventi, e soprattutto le persone tra buoni e cattivi. Sarebbe troppo semplice. È il cuore dell’uomo il campo dove Dio semina il buon grano e il demonio la zizzania, ed è impossibile strapparla senza strapparsi il cuore.
Purtroppo noi continuiamo a fare questo errore, e dividiamo il mondo tra cose buone e cose cattive. Così lo facciamo per l’occidente e l’oriente, per il nord e il sud, per cristiani e non cristiani, per destra e sinistra, per tradizionalisti e progressisti… peccato poi non essere sempre d’accordo da che parte stia il bene e da che parte stia il male; e così giudichiamo la storia, senza conoscerla e forse senza averla vissuta, eliminando tutto ciò che non si allinea al nostro pensiero.

Ma Dio è diverso, pensa in modo diverso ed agisce in modo diverso. Il suo non è un cuore diviso. Non ci sono nel cuore di Dio confini che delimitano chi è dentro e chi è fuori dal suo amore; ma ama, attende, crea, semina, costruisce, protegge, e aspetta che il tempo, sua creatura e dono per noi, si faccia giudice del bene che egli accoglierà nel suo regno, insieme ai nostri cuori, che, resi simili al suo, non avranno più nessuna linea di confine.

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