02/08/2026
Viviamo in un tempo strano, in cui la percezione del tempo è alquanto distorta; dove la cosa più preziosa che si possiede è l’orologio, non perché sia un Rolex, ma perché conta e scandisce i minuti e le ore delle nostre giornate sempre più intense e piene di impegni. Un adulto ha sempre qualcosa da fare, a partire dal lavoro; i giovani hanno le giornate piene; e anche i bambini non hanno la possibilità di annoiarsi un po’, presi da tutto quello che ogni giorno hanno da fare – o meglio, che gli adulti gli danno da fare -; forse gli unici che hanno ancora un po’ di tempo sono gli anziani, che però spesso vivono proiettati nel passato, o gli infanti, che del tempo non hanno ancora una percezione chiara. E questo poco tempo che abbiamo fa il paio con la velocità con cui tutto corre intorno a noi, mettendoci in affanno. Forse l’estate ha la capacità di darci un tempo, è un periodo della nostra vita più libero, meno organizzato, meno scandito dal ritmo degli impegni quotidiani; ma ci sono sempre quelli che organizzano anche le vacanze con un ritmo veloce e impellente: ci sono tante cose da vedere, tante cose da fare, per non sprecare neanche un minuto di quelle agognate e meritate vacanze che tanto ci sono costate sia economicamente che proprio nella gestione di questo prezioso tempo; sono, per intenderci, quelle famose vacanze dalle quali si torna stanchi e stressati… quando era per lasciare lo stress e stare un po’ più tranquilli il motivo per cui si sarebbe dovuti andare in vacanza…
Ma che cosa c’entra tutto questo con il Vangelo che abbiamo ascoltato oggi? il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci oggi l’abbiamo ascoltato nella versione di Matteo: è forse quella più conosciuta. Ne abbiamo addirittura 5 versioni, nei Vangeli; ed è commentato, stracommentato. Ma ogni volta che incontriamo la Parola di Dio, essa ha qualcosa di nuovo da dirci; ed è importante ogni tanto imparare a leggere la Parola da un’altra prospettiva, attualizzandola.
Gesù ci viene presentato come uno che di fronte al ritmo incessante al quale era in qualche modo abituato si prende un tempo di deserto, un tempo di riposo. Ma ci sono anche altri particolari che meritano particolare attenzione in questo Vangelo. Intanto, siamo invitati a rallentare a prenderci un tempo per noi, un tempo vuoto, nel quale riposare il corpo e la mente, scaricando tutto il peso che abbiamo accumulato nelle mani e che ci prende sulle spalle e sul cuore. È importante anche il modo con cui il testo evangelico è scritto: è un testo pieno di virgole, dunque pieno di respiri: di calma, di attenzione. Ma c’è anche un secondo aspetto importante, che riguarda la gestione del tempo: Dio spesso passa attraverso l’imprevisto e l’indefinito. Se ci pensiamo bene ci sono cose che non possiamo inserire nel nostro calendario, che non possiamo programmare, che non abbiamo il potere di cambiare; e a volte sono proprio le più belle. Non puoi decidere dove e quando i tuoi occhi incontreranno lo sguardo di quella donna che ti farà sobbalzare il cuore, che ti farà cambiare completamente i tuoi programmi di vita, le tue proiezioni per il futuro. Non puoi immaginare quando il cuore ti verrà trafitto da un tramonto… L’unica cosa che puoi fare è attendere che la bellezza arrivi e che la grazia ti travolga, che la gioia ti riempia il cuore.
Christian Bobin – autore di “Francesco e l’infinitamente piccolo”, libro poetico sulla vita di San Francesco – in un suo diario, scritto tra il 1986 e il 1987, dal titolo originale “Autoritratto al Radiatore”, dove raccoglie le sue meditazioni, i suoi pensieri, le sue riflessioni, ma anche e soprattutto i suoi silenzi, scrive: “Ciò che trovo è mille volte più bello di ciò che cerco”.
La folla che seguiva Gesù che cosa cercava? un condottiero capace di sconfiggere la potente Roma? un politico dalla parola potente che mettesse a tacere gli avversari? l’economista che immaginasse un mondo dove non domini il denaro?… forse tutto questo, e magari molto altro ancora… Ma che cosa hanno trovato? Qualcosa che dà sapore alla loro vita, un pane capace di sfamare più di qualsiasi altro pane, come ci hanno ricordato le meravigliose immagini della prima e della seconda lettura di questa domenica.
Cercavano un uomo e hanno trovato Dio: chissà che non capiti anche a noi!