29/03/2026
Con la domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa, e lo facciamo con gli occhi di Gesù. È proprio sulla croce – agli occhi del mondo amaro destino, eppure… – è proprio lì, dove tutto sembra finire, che si rivela il vero volto di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio sulla natura del Signore.
È per questo che sotto la croce – ci dice l’Evangelista -, vedendolo morire a quel modo, vedendo ciò che accadde al momento della sua morte, coloro che erano presenti dissero “Davvero costui era figlio di Dio!”.
Dio, infatti, non salva scendendo dalla sofferenza e dalla croce, ma restando lì in cima, dentro l’amore, fino alla fine. Cristo non fugge, non si sottrae, ma rimane accanto all’uomo, ad ogni uomo ferito.
E continua a farlo anche oggi.
In questo tempo, segnato dalla violenza, Cristo non è con coloro che si dicono cristiani e gettano bombe su popoli inermi, ma è lì, accanto agli uomini e alle donne, dilaniati dalla violenza, separati dai loro affetti, ridotti alla fame e senza più nulla di ciò di cui avevano bisogno per il loro sostentamento. Cristo è lì, ha fame con loro, piange con loro, cura le loro ferite.
La cosa più bella da fare allora, anche per noi oggi, è stare vicino alle croci del mondo, alle lacrime, al dolore e alla ferita di quegli uomini e di quelle donne, perché è lì che Dio è presente, è lì che continua ad amare, ed è lì che noi possiamo incontrarlo, è lì che vogliamo stare insieme con lui.
In questa settimana intensa, allora, chiediamo al Signore occhi nuovi, per riconoscere nella croce non la sconfitta, ma la bellezza di un amore che non abbandona mai. E impariamo anche noi ad amare così, come Cristo, fino in cima alla croce, fino all’estremo.