1a di Avvento

01/12/2024

Iniziamo insieme il percorso dell’Avvento, che ci accompagnerà per quattro domeniche. Che cosa significa “avvento”? che c’è qualcuno che viene. Avvento è l’attesa di qualcuno. L’attesa di Gesù. Gesù che viene. Due sono le attese che noi celebriamo nell’avvento.

Una l’abbiamo già celebrata: alla fine dei tempi. E poi la sua venuta nella storia, con l’incarnazione, che si celebra nel Natale.
Il Vangelo odierno ci dà almeno tre indicazioni per vivere bene questa attesa.
1) “alzate il capo”. Per la Bibbia, ma anche in altre culture, significa: abbi fiducia, non abbatterti. E il verbo “pros-écho”, usato qui, è un “possedersi”. Cioè non soltanto stare attenti, ma avere possesso di se stessi. Gesù ci indica un cammino di equilibrio, nella nostra vita spirituale e umana. Un equilibrio interiore che ci aiuta a capire che siamo creature di Dio.
2) Anche il secondo punto del Vangelo è forte: Gesù dice “state svegli”. In greco “agripneo” da agréo=cacciare o prendere, ypnos=sonno, togliere il sonno o acchiappare il sonno.
A quale sonno si riferisce Gesù?
Nel Getsemani Gesù tre volte prega i suoi di stare svegli e per tre volte torna e li trova addormentati.
Ma non è il sonno fisico, è il sonno in cui dici “io non voglio affrontare questa situazione”. Ecco il sonno di cui Gesù parla: dobbiamo prendere possesso di noi stessi, essere svegli, vivi, anche quando abbiamo una prova davanti a cui non siamo tanto preparati… Quando certe turbolenze della vita arrivano, una sofferenza, un cambio di vita… dobbiamo stare svegli.
3) E il terzo ed ultimo aspetto: il Vangelo si conclude con “déomai”, il pregare, che non significa soltanto chiedere, ma è una espressione teologica che indica il mettersi in contatto con Dio. Noi a volte intendiamo la preghiera come una richiesta. Nella Scrittura c’è qualcosa di molto più bello: “déomai” è la necessità di essere in continuo rapporto con Dio.
Ricordiamo la scena del Vangelo, quando Gesù dice a Pietro per tre volte “Pietro, mi ami tu?”. Noi abbiamo bisogno di sentirci vicini a chi amiamo, di dirci che ci vogliamo bene. E allora “pregate” perché il Signore ci dia l’amore della preghiera, dello stare con Lui, amandolo.

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