12/01/2025
La liturgia oggi ci propone il Battesimo del Signore, l’ultima tappa della manifestazione di Gesù.
Chi è Gesù? Ci sono tre momenti importanti della Chiesa, della liturgia, in cui celebriamo la sua “manifestazione”:
1. Il Natale del Signore, in cui si manifesta ai pastori, quindi a pochi.
2. l’Epifania, in ci si manifesta ai Magi, cioè a coloro che cercano Dio nella verità, attraverso la propria scienza, il proprio studio e attraverso la propria fede. Dai pastori il gruppo si allarga, con i magi, a tutti coloro che sono cercatori di Dio.
3. E poi oggi facciamo un salto di qualità: la terza manifestazione è quella più completa e più complessa, in cui ascoltiamo la voce di Dio stesso che dal cielo squarcia le nuvole e dichiara con forza “costui è mio figlio, l’amato, in Lui ho posto il mio compiacimento”.
Tre manifestazioni, dunque, per la Chiesa; anche se ogni tre anni, nel ciclo liturgico, come accade in questo anno per noi, ce ne sarà una quarta (domenica prossima): le nozze di Cana.
Il Vangelo di oggi ci presenta il popolo che è in fermento e che aspetta qualcosa di importante: il Messia. Il Messia che all’inizio è stato un po’ confuso con Giovanni Battista. Tutti sono in attesa di grandi cambiamenti, hanno grandi speranze, si aspettano che con l’arrivo del Messia qualcosa cambierà. Questa attesa per il popolo di Israele è un’attesa laboriosa, un’attesa che produce qualcosa, tant’è che l’evangelista ci dice che molti andavano da Giovanni Battista perché volevano capire chi era il Cristo.
Anche noi abbiamo aspettato il Messia, e lo abbiamo contemplato attraverso la voce dei pastori e la ricerca dei magi. E anche il popolo di allora cerca ancora il Messia, vogliono un Messia particolare e Giovanni risponderà: no, non sono io il Messia, il Messia è più forte di me e io non sono degno di slegare i lacci dei suoi sandali.
Giovanni Battista è un uomo austero, un uomo di digiuno, di preghiera, un uomo che quando predicava la venuta del Messia diceva: “verrà uno più forte di me che separerà la paglia dal grano.”
Il popolo lo interpretava come un Cristo che avrebbe separato i buoni dai cattivi. Il popolo d’Israele voleva un Gesù forte, potente. Quel Messia potente, però, appare un po’ sfocato… Tant’è che quando Giovanni sarà in carcere, manderà i suoi a domandare a Gesù: “sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?”
Dio ci dona un Messia non secondo la sua immagine, ma secondo la sua volontà. Un Messia amato, un Messia desiderato per amore e un Messia che cambia il mondo per amore.
Siamo abituati a costruirci un Gesù a nostra misura. Ad esempio, ci piace molto il bambinello del Natale, perché sta lì buono buono, non parla, non dà fastidio… Quando cresce, ci piace di meno, perché predica, parla, testimonia, dice il vero.
E allora… Quale Messia? Quale Gesù? Quale Messia vogliamo noi? Ciascuno può dare una risposta personale. Quale tipo di Messia desideriamo nella nostra vita?
Ma ecco la risposta inaspettata: Gesù riceve il Battesimo – e Luca è quasi imbarazzato , come Matteo, nel descrivere la scena di questo Battesimo: Gesù battezzato da un uomo! – mettendosi in fila come noi, camminando insieme a noi, per purificare la nostra vita, per innalzarci alla dignità divina. Ecco il senso del Battesimo di Gesù: si fa uno di noi, diventa uno di noi. E allora la voce del Padre dal cielo – che si squarcia – ci dà il senso, la misura di chi è Cristo: il figlio amato, “agapetos”, non l’amico, non il Dio sentimentale e piccolo del Natale, ma un Messia amato, che Dio ama.
E allora, qual è la misura di Cristo per noi?
Ciascuno fa un’esperienza personale di Dio; però Dio ci ha dimostrato che la misura di Dio è l’amore. E il punto fondamentale intorno a cui ruota questo Vangelo è che Gesù comprende questo fatto mentre sta in preghiera. E nel Vangelo di Luca noi vedremo poi che Gesù dirà “lo Spirito del Signore è su di me, per questo il Signore mi ha mandato ad annunciare ai poveri il lieto annuncio, ad aprire le porte ai prigionieri, a visitare i carcerati, e annunciare un anno di grazia e di misericordia.” Noi siamo nel Giubileo, e si apre la Grazia per noi. Ecco il senso della missione di Gesù. Ma Gesù comprende tutto ciò mentre sta in preghiera.
Ogni volta che Gesù parlerà o opererà qualcosa, nel Vangelo di Luca, ci sarà sempre una preghiera prima e una preghiera dopo. Si ritirerà spesso in preghiera per stare in relazione con il Padre.
Così, anche la nostra comprensione di chi è il Messia, avviene mentre siamo in preghiera. Soltanto in quel rapporto intimo, personale con Dio, possiamo sentirci amati, possiamo comprendere che misura abbiamo di Dio nella nostra vita e anche nella vita degli altri, che misura e soprattutto quale Dio desideriamo per gli altri e con quale atteggiamento noi ci rapportiamo e accogliamo l’altro.
Conosciamo la data del nostro Battesimo? È una data importante!
Ecco il significato della festa e della solennità di oggi: il Battesimo ci rende figli di Dio, partecipi di quella divinità manifestata nel mondo e che noi ogni giorno manifestiamo nella comunità, in famiglia e soprattutto nei luoghi dove Dio ci pone a spendere la nostra vita.
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Immagine del post: Battesimo di Gesù, icona 2x2mt opera di Raffaella Rovina, Chiesa del SS.Salvatore – Genzano di Roma